| Curiosità |
(da
www.allocine.fr)
Primi
passi dietro la macchina
da presa
Se Iliana Lolic è
già attrice,
dialoghista e produttrice,
non si era ancora
mai lanciata nella
regia.
E' ormai cosa fatta
con la realizzazione
di Je ne dis pas
non, il suo primo
lungometraggio.
Perché
un'eroina?
Il titolo del film
Je ne dis pas
non fa riferimento
all'eroina del film,
Sylvie Testud. Se
Iliana Lolic ha scelto
di incentrare il suo
racconto su un personaggio
femminile non è
per puro caso. Secondo
lei, una donna che
non sa dire di no
le avrebbe permesso
di accostarsi al suo
film con il tono della
leggerezza e della
commedia. In questo
modo il film sarebbe
stato più credibile.
Invece "un ragazzo
che non sa dire no
sarebbe sembrato più
patetico".
La
scelta di Sylvie Testud
Il personaggio di
Sylvie Testud sembra
essere stato scritto
per l'attrice. Eppure
Iliana Lolic non aveva
nessuno in mente quando
immaginava Adèle.
L'incontro tra le
due donne è
stato il frutto di
un fortunato caso,
per la grande gioia
della regista che
svela: "Ha la
fantasia e la serietà
del ruolo, il lato
un po' candido, infantile,
che le è dato
dal fisico e dai grandi
occhi blu. E' importante
perché non
c'è alcuna
perversione o manipolazione
in Adèle, ma
una forma di purezza.
Il
fascino dell'Italia(no)
Iliana Lolic ci teneva
che il personaggio
di Matteo fosse interpretato
da uno straniero in
modo che Adèle,
lei stessa un po'
diversa, si sentisse
libera. Stefano
Accorsi,
italiano, parla correntemente
il francese, cosa
essenziale per il
ruolo.
Ma le sue origini
hanno dato un'altra
dimensione al personaggio
dato che gli italiani,
molto espressivi,
recitano molto con
il corpo, facendo
di Matteo un personaggio
molto vivace.
Adèle
e la contemplazione
Molto spesso nel film
Adèle (Sylvie
Testud) passeggia
col naso all'insù.
Questa posizione atipica
non è stata
scelta a caso da Iliana
Lolic, secondo cui
il personaggio fa
riferimento ad un
istante di preghiera.
Atteggiamento molto
comune tra i bambini,
riflette qui l'umiltà
del personaggio.
Sylvie
Testud, tra cinema
e letteratura
L'attrice francese
tesse, da qualche
anno, dei legami stretti
tra il cinema e la
letteratura. Una relazione
che debutta quando
recita nell'adattamento
del romanzo di Amélie
Nothomb, Stupeur
et tremblements
(2003). Cinque anni
più tardi,
incarna la scrittrice
Françoise Sagan
nell'omonimo film
biografico (2008),
prima di diventare
un'assistente redattrice
che non sa dire di
no nel film di Ilian
Lolic. Nel frattempo,
Sylvie Testud si lancia
nella scrittura e
pubblica tre opere,
Il n'y a pas beaucoup
d'étoiles ce
soir (2003),
Le ciel t'aidera
(2005) et Gamines
(2007).
Quando
Adèle prende
in contropiede Bridget
Jones
Se Iliana Lolic parla
del suo film come
di una commedia romantica,
è tuttavia
ben lontano da ciò
che siamo abituati
a vedere sul grande
schermo. Le trentenni
single hanno spesso
l'abitudine di battersi
per trovare l'uomo
della loro vita, al
contrario del personaggio
di Adèle, molto
più passiva.
Sylvie Testud ha d'altronde
un'opinione ben ferma
su questo argomento:
"Al cinema vediamo
spesso delle donne
di 30 anni che sarebbero
pronte a qualsiasi
cosa per trovare un
ragazzo qualunque,
e lo trovo abbastanza
deprimente. Adèle
è l'opposto
di Bridget Jones,
un personaggio che
mi aveva irritato,
nel quale non mi ero
riconosciuta affatto
e nel quale d'altronde
non riconosco molte
persone. Non mi spiego
l'attaccamento a quest'eroina.
Primo
film, prime limitazioni
Essendo il primo film
di Iliana Lolic, il
budget che le è
stato dato era estremamente
ridotto, come il periodo
di riprese... Per
dare il meglio nonostante
le limitazioni che
le erano state imposte,
la regista ha lavorato
molto a monte. Sapeva
quindi esattamente
ciò che voleva,
e arrivava ogni giorno
con un taglio estremamente
preciso.
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