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Nuovo
Teatro Teatro Stabile dell'Umbria
diretto da Marco Balsamo diretto da Franco Ruggieri
presentano
Stefano
Accorsi
in
FURIOSO ORLANDO
ballata in ariostesche rime per un cavalier narrante
adattamento
teatrale di Marco Baliani liberamente ispirato
all'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto
con
Nina Savary
disegno luci
Luca Barbati
scene e costumi
Bruno Buonincontri
regia
Marco Baliani
Note
di regia
Il
campo di battaglia è allestito, eserciti di fedi diverse
sono pronti ad affrontarsi, ma appena il canto parte, tutto
si dissolve.
Basta
che Angelica fugga a cavallo ed ecco che la Storia grande
si sfalda e lascia il passo ad un infinito inseguimento di
piccole ma dense vicende, l’un dentro l’altra
avviluppate
Dal
rocambolesco proliferare di avventure e personaggi che anima
la gran giostra dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto,
ho scelto di seguire una sola traccia, quella che permette
all’intero poema , fin dall’inizio appunto, di
dispiegarsi e vivere, le orme che Angelica lascia sul terreno,
quella è la traccia da seguire.
E’
come se da subito ci fosse un suono che accompagna tutte le
storie, un galoppare di cavalli in corsa, in lotta, in inseguimento,
in volo .
Tra
i tanti spasimanti inseguitori, ce nè uno, Orlando,
che va precipitando di canto in canto dentro una modernissima
patologia, di cui Ariosto è ironicamente consapevole,
la fantasmagoria dell’amore non ricambiato.
Il
titolo stesso dello spettacolo rovescia l’originale
dell’Ariosto, e mette al primo posto la furia dell’amore
non corrisposto.
Orlando
crede che per il solo fatto che è lui ad amare Angelica,
lei debba essere sua, da sempre e per sempre, e non sopporterà
che possa essere di un altro, specie poi quando scoprirà
che l’altro non è nemmeno un prode cavaliere
del suo rango ma un semplice soldato di fanteria.
Allora
scatta la furia e la pazzia, la stessa che riempie le nostre
quotidiane cronache, con donne che finiscono la loro vita
per mano di uomini che dicono di amarle perdutamente.
Ma
qui gli inseguimenti e la gelosia e poi ancora la pazzia e
la furia vengono risolti con la leggerezza della rima, del
gioco sonoro di citazioni e assonanze, con la soavità
del volo, perchè le storie servono sì a parlare
del mondo ma anche a renderlo meno terribile.
Ecco
dunque che i duellanti del nostro spettacolo non saranno i
tanti paladini e cavalieri sempre attratti da sfide e tenzoni
e furti di cavalli e di armerie altrui, ma saranno loro due,
Angelica e Orlando, oppure, a volte, con un’altra declinazione
dello stesso tema, Ruggiero e Bradamante, uomo e donna insomma,
loro si sfidano a singolar tenzone per mostrare i conflitti,
le gioie, i dolori, i patimenti che colpiscono come colpi
di spada e di lancia, i cuori di chi ama, di chi crede di
amare o di essere amato.
Nella
nostra giostra anche le ottave dell’Ariosto sono state
girovoltate, e altre ne sono nate, cercando di rendere più
orale possibile l’impianto letterario, senza perderne
la costruzione.
Monologando,
narrando, melologando, digressionando, le rime ottave del
grande poeta risuonano in sempre nuove sorprese, in voci all’ascolto
inaspettate, in suoni all’orecchio stupiti.
Stefano
Accorsi è al contempo molti volti e cuori e multiformi
voci e diversificati corpi, ed è il cambio di registro
interpretativo o vocale o ritmico a restituire il gioco ariostesco,
i cambi improvvisi di narrato, le sospensioni, gli appuntamenti
posticipati a riprendere il filo e il fiato, i flash back,
i corto circuiti.
E
al contempo, mentre è facitore di tante storie e volti,
deve sempre sentir montare in sè la frenesia fantasmagorica
di Orlando, come un vino che fermenta in non sicura botte.
A
contrastarlo nel dire e a contrastarlo nell’essere uomo
spasimante in perpetua corsa c’è la presenza
di Nina Savary, che lo interpella, gli pone questioni, ne
commenta le parole, a volte musicando un tema, a volte cantando,
o suonando le sonorità sparse che occupano la scena
di Bruno Buonincontri con un artigianato sonoro da rumorista
radiofonico di un tempo, macchinerie che fanno mare e vento
e tempesta e fiato di dragoni volanti, dello stesso color
ocra e ruggine dei tendaggi, trapuntati di cuciture di diverse
stoffe, che avvolgono tutt’intorno la scena.
A
ricucire poi di una leggera malia il tutto ci sono le luci
di Luca Barbati, che toccano i personaggi e le storie come
farebbe una bacchetta magica spostandone le avventure, nei
pochi metri reali dello spazio, in luoghi mitici, lontani,
oppure ancora citando e facendo il verso a frammenti di cinema,
di fumetti, di cultura pop.
Ogni
tanto qua e là scappa una digressione, come succedeva
anche all’Ariosto, e per un momento pare che non si
stia parlando di guerre da noi troppo lontane, e che forse
le anime palpitanti in questa giostra le conosciamo fin troppo
bene.
Marco
Baliani
http://www.marcobaliani.it/
PRESS
REPUBBLICA.it
TV
prove dello spettacolo
http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/stefano-accorsi-furioso-porta-in-scena-il-suo-orlando/86482/84871?ref=HREV-6
MARCO
BALIANI diario prove
su FABER BLOG IlSole24ORE
domenica
22 gennaio 2012
Prima del personaggio, il corpo
http://faberblog.ilsole24ore.com/2012/01/prima-del-personaggio-il-corpo/
sabato 21 gennaio 2012
A te, spettatore, completare le immagini
http://faberblog.ilsole24ore.com/2012/01/a-te-spettatore-completare-le-immagini/
mercoledi
18 gennaio 2012
L’Orlando Furioso in sei metri per otto
http://faberblog.ilsole24ore.com/2012/01/lorlando-furioso-in-sei-metri-per-otto/
martedì
17 gennaio 2012
Esercitare l’attenzione: un allenamento allo
stupore per percepire il mondo come fosse sempre allo stato
nascente
http://faberblog.ilsole24ore.com/2012/01/esercitare-lattenzione-un-allenamento-allo-stupore-per-percepire-il-mondo-come-fosse-sempre-allo-stato-nascente/
La
Repubblica
17 Gennaio 2012
FLAIR
11 ottobre 2011
Theatre
Magazina Corsera
15 settembre 2011
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